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“Quando ci sarà l’invasione”: Taiwan, perché la guerra conviene a Xi Jinping

La visita di Nancy Pelosi a Taiwan ha aperto una crisi internazionale, con tanto di minacce di azioni militari da parte della Cina. Il timore è che Xi Jinping decida presto di invadere l’isola, ma secondo il professor Renzo Cavalieri, sinologo dell’università Ca’ Foscari di Venezia, questo non è il momento giusto. “Certo Xi vuole Taiwan come Putin ha voluto la Crimea – ha dichiarato a Il Giorno – ma non ha urgenza di invadere, può aspettare. Sa che è solo una questione di tempo”.

 

 

E allora come si spiega una reazione così muscolare di Pechino al viaggio della Pelosi? “È stato visto come una intollerabile ingerenza negli affari interni – ha spiegato il professor Cavalieri – il governo di Xi Jinping ha certamente tra i suoi capisaldi un nazionalismo che comporta una stretta sulle ‘Cine diverse’. Xi sente il peso del mandato storico di essere il riunificatole della Cina, un punto sul quale non transige. Ed è quindi comprensibile che abbia reagito con forza alla provocazione americana”.

 

 

Ma perché non Pechino non invaderà Taiwan nell’immediato? “Adesso è un momento delicato per Xi – le parole del professor Cavalieri – a novembre ci sarà il congresso del partito e a marzo l’assemblea del popolo e lui sarà presumibilmente rieletto per la terza volta. Ma il come verrà rieletto è questione per lui cruciale. Ecco perché si può dire da qui alla sua rielezione che Xi abbia i nervi scoperti”.

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