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“Cosa devo fare?”. Joe Biden in confusione totale: un video spaventoso | Guarda

Gli Stati Uniti sono pronti a usare «tutti gli elementi del loro potere nazionale» per impedire all’Iran di acquisire armi atomiche. È un Joe Biden all’apparenza combattivo quello arrivato mercoledì in Israele prima tappa del viaggio in Medio Oriente. Ma quanto tutto ciò sia costato in termini di concentrazione all’anziano e fisicamente provato leader si può intuire dai filmati del suo sbarco sull’asfalto dell’aeroporto Ben Gurion. Appena sceso dall’Air Force One, il presidente si guarda attorno sperduto e chiede alla scorta: «E adesso cosa devo fare?» mentre si trascina verso il gruppo di politici israeliani per una foto.

 

Su Twitter gli utenti americani si sono scatenati: Amy Dansby ha chiesto: «Non avrebbero dovuto dirgli cosa fare prima che scendesse dall’aereo?». Andrea Kell ha aggiunto: «Il mondo ride di noi».E Hannah Miller ha scritto: «Andatura incerta, confuso su persone, luogo e tempo. Quest’ uomo ha bisogno di aiuto».

 

In effetti, di recente le già numerose gaffe presidenziali si sono moltiplicate. Nella confernza stampa di settimana scorsa in cui annunciava la firma di un ordine esecutivo a favore dell’aborto, Biden leggeva dal “gobbo”, cioè il sistema che consente di visualizzare un testo destinato alla lettura direttamente sulla telecamera. Il buon Joe ha letto tutto con estrema diligenza. Anche il suggerimento finale del suo staff: «Fine della citazione, ripeti la frase». E il 6 luglio, assegnando la medaglia d’onore allo specialista in pensione dell’esercito americano Five Dwight W. Birdwell per le sue azioni nella guerra del Vietnam, il leader democratico ha appuntato la decorazione a rovescio. E poteva mancare la gaffe sulla Shoah? Ebbene, Joe è arrivato anche a questo. Nell’annunciare la sua visita al memoriale di Yad Vashem, il presidente democratico ha dichiarato essere sua intenzione «mantenere vivo “l’onore dell’Olocausto”». Certo intendeva dire “orrore”. Decisamente Sleepy Joe, come lo sbertucciava Trump per la sua scarsa combattività in campagna elettorale, ha bisogno di fare un po’ di nanna. Invece lo attende un viaggio ad alto rischio in Medio Oriente dominato dagli sforzi per persuadere gli alleati del Golfo a pompare più petrolio e avvicinare ancor più Israele e Arabia Saudita contro l’Iran.

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