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“Ecco chi deve invitare ad andare a letto con tutti”: lo schiaffo a Fedez

È vero. La vita è breve. Ti volti e quasi non c’è più. E quando se ne sovviene, ecco che impietosa ti spiattella gioie e dolori del tuo vissuto. Se ne è accorto anche Fedez, adesso che una terribile diagnosi ha messo un timbro alla sua realtà, la stessa che ogni giorno condanna nel silenzio milioni di persone. Anche loro consapevoli di quanto la vita, dannatamente bella e bastarda mente cattiva, sia breve. Ma non per questo da “bruciare”. E dunque appare come una nota stonata quello «scop** amici, scop*** più che potete (se viva)» rivolto a giovani e meno giovani tuonato dal rapper milanese in tono papale dalla sua finestra social. «Che la vita» prosegue mister Ferragni «è troppo breve per ascoltare il Vaticano».

 

 

Eccolo il bersaglio: il Vaticano, la chiesa, Papa Francesco. Che ai fidanzati, ma anche alle coppie sposate, nel documento “Itinerari catecumenali” suggerisce la castità come via privilegiata «per imparare a rispettare l’individualità e la dignità dell’altro, senza subordinarlo ai propri desideri», perché solo così si arrivano a capire «i modi e i tempi dell’amore vero». Quello puro, che arriva dall’anima. Significa non accoppiarsi? Non fare l’amore? Negarsi all’altro? Affatto. È un po’ come dire prima il dovere (conoscersi, guardarsi negli occhi, nel profondo) poi il piacere (fare l’amore, con amore).

 

 

Perché la castità – sembra trapelare dal messaggio papale – prima ancora che del corpo, è nelle intenzioni. E dunque, se l’intenzione è pura, frutto di un sentimento pulito quale l’amore è, lo è pure il concedersi. Altro che bruciarsi perché la vita è breve. Al contrario, proprio perché l’esistenza ha un limite, meglio viverla, dividerla e condividerla con chi merita, al netto degli errori che pure servono a crescere. È il piacere fugace, fine a se stesso, egoista e senza il rispetto dell’altro che Papa Francesco condanna. E che altro dovrebbe fare un Papa? Affacciarsi alla finestra di San Pietro, farsi Fedez e dire “scop*** gente”? Forse si aspettavano questo i progressisti di turno che dell’argentino hanno fatto il loro eroe quando faceva comodo? Si sono sbagliati. E pure di grosso. E comunque, quale genitore inciterebbe la propria figlia, soprattutto nell’età dell’adolescenza, a «scop*** scop*** scop***» perché la vita è breve? Oppure un figlio maschio, se ancora è lecito distinguere tra maschi e femmine senza sbavare dal politicamente corretto. Lo direbbe il rapper milanese a sua figlia o anche a sua moglie? La saluterebbe sull’uscio di casa raccomandandole di andare a letto con chiunque? Le direbbe, che so, di drogarsi perché la vita è breve e certe esperienze vanno fatte? Di scop*** scop*** perché tanto prima o poi moriamo? Ci auguriamo di no per lei. Anzi, ne siamo certi, perché Fedez e moglie non sono stupidi e sanno ben scindere la vita spesso irreale che postano sui social da quella reale che vivono nel loro nido a telecamere spente. E non c’è davvero bisogno di essere cattolici praticanti o non praticanti per suggerire ai propri figli di non bruciarsi ma di usare la testa. 

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