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“Il problema non sono le armi”. Caracciolo umilia gli uomini di Zelensky: ecco cosa non va sul campo

“Nel Donbass sta vincendo la Russia, lì ha concentrato tutte le sue forze oramai da tempo”: Lucio Caracciolo, ospite di Giovanni Floris a Otto e mezzo su La7, ha parlato della situazione in Ucraina nel centesimo giorno del conflitto. Riferendosi all’esercito di Kiev, in particolare, ha sottolineato: “Sul fronte ucraino non mancano le armi, ma i soldati capaci di usarle“. Una frase che non lascia ben sperare sul futuro dell’Ucraina. I Paesi occidentali, infatti, stanno continuando a inviare i loro armamenti. Tuttavia, se i soldati non sono in grado di utilizzarli, la situazione sul campo difficilmente potrà arrivare a una svolta. 

 

 

 

Secondo il direttore di Limes, però, la Russia sta perdendo sul piano strategico: “Perde perché l’Ucraina alla fine di questa guerra sarà incardinata nel sistema atlantico, e Finlandia e Svezia hanno fatto domanda per entrare nella Nato. Insomma le prospettive di sicurezza sono negative”. Putin, infatti, avrebbe dato inizio all’invasione proprio per scoraggiare un’estensione della Nato a Est. Gli ultimi eventi, però, ci portano a dire che sta avvenendo esattamente il contrario. 

 

 

 

Parlando, invece, di come viene vista l’Italia all’estero, Caracciolo ha spiegato. “Chiunque ci guardi da fuori vede un paese a disposizione, non un paese con una propria soggettività”. Un quadro non proprio positivo anche per via della classe politica: “Senza politica non si va da nessuna parte”, ha chiosato l’esperto di geopolitica. 

 

 

 

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