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Casa, la stangata: rincaro dell’Imu pari al 114%, chi viene rovinato dalla nuova legge

Gli italiani hanno realmente rischiato una stangata sulla casa. Al di là della scontata propaganda di qualche commentatore schierato con il Pd, i dati Omi parlano chiaro: il valore catastale complessivo delle abitazioni è in Italia di 2897 miliardi di euro per una rendita catastale media pari a 489 euro su un totale di 35.265.434 abitazioni e un valore catastale per mq pari a 696 euro. Nel 2020 il valore medio di mercato risultante dalle compravendite immobiliari è stato di 1485 euro al metro quadro, fra l’altro in netta discesa rispetto all’anno precedente, causa Covid. Il valore medio di mercato è dunque 2,14 volte quello catastale. Il fatturato medio per unità immobiliare è stato di 159.623 euro con un valore complessivo del patrimonio abitativo pari a oltre 5629 miliardi di euro. Ciò significa che l’imponibile fiscale, se fosse passato il criterio della valutazione dei prezzi di mercato, sarebbe cresciuto di ben 2732 miliardi di euro.

 

 

PROPOSTA GIALLOROSSA – La proposta, sostenuta dal Pd, dai 5 Stelle, e suggerita dalla Commissione europea, di far pagare le imposte sulla casa partendo dai valori di mercato e non, come è oggi, da quelli catastali, avrebbe comportato un enorme prelievo fiscale sul patrimonio degli italiani. In pratica l’Imu di ciascu proprietario sarebbe me in media de1114%, ad ese da 1.000 a 2114 euro l’an Si obietta che in qualche ro) caso i vaorcaasa, ssa tempo addietro, possono risultare più alti di quelli di mercaessendosi nel frattempo l’abitazione di molto svalutata.

L’obiezione non è significativa. Già oggi, infatti, laddove il classamento non sia più rene con a reaemmole o con la zona censuaria, perché per esempio la casa o il quartiere si sono proprietario può gradati, il edere un nseguen- abbassamento del valore cariclassamento con ereso, ce applicazione dei valori catastali al posto di quelli di mercato sia norma favorevole ai proprietari, lo dimostra il fatto che essa era già stata conservata, ai fini dell’imposta di registro per la cessione di immobili abitativi nei confronti di persone fisiche, dalla riforma del 2005/2006.

 

 

Dunque certe affermazioni che si sono lette su alcuni giornali o sentite in tv appaiono del tutto errate. Vi è poi un’altra considerazione. La funzione del catasto fin dalla sua istituzione è sempre stata quella reddituale. Cioè in estrema sintesi: il valore catastale esprime l’attitudine dell’immobile a produrre reddito. La funzione patrimoniale, pari cioè al valore di mercato del bene, è invece tipica di una visione di “sinistra”, finalizzata a colpire la consistenza della proprietà a prescindere dalla ricchezza prodotta. Già la Corte costituzionale con la sentenza n.
263/1994 aveva salvato la patrimonializzazione degli estimi solo in quanto “provvisoria”.

CONTEGGIO CONTESTATO – Anche il conteggio dei vani, contestato dalla sinistra che proponeva invece un calcolo per metri quadri, è coerente con la natura reddituale e non patrimoniale del catasto: i vani sono stanze da affittare, i metri quadri esprimono il significato patrimoniale del bene. Superare la valutazione per vani favorisce la speculazione che, soprattutto nelle grandi città, ricava numerose, anguste stanze da pochi metri quadri, per affittarle poi a studenti o a immigrati. Non a caso la riforma voluta dalla sinistra era ben vista da grandi gruppi multinazionali che puntano alla finanziarizzazione del capitale immobiliare a scapito della piccola e media proprietà privata.

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