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“È stato il battaglione Azov”. Lo sfregio del deputato russo scatena Formigli: alta tensione | Video

“Il battaglione Azov ha preso i civili come scudo umano e ha raso al suolo la città di Mariupol”: ne è convinto Evgeniy Popov, giornalista e deputato russo, ospite di Corrado Formigli a PiazzaPulita su La7. “Abbiamo le prove, ogni ospedale, ogni luogo civile è stato usato come scudo e questo è un atto terribile”, ha detto l’uomo, raccontando una sua personale versione dei fatti. Il conduttore, però, non ha potuto fare a meno di notare: “Il modo in cui è stata distrutta Mariupol è incompatibile con la sua teoria. E’ evidente che sia i russi che gli ucraini sono entrati nelle case per svolgere le loro azioni di attacco e difesa, ma sapevate benissimo che in quei palazzi c’erano anche i civili e li avete deliberatamente bombardati, uccidendoli”.

 

 

 

Formigli poi, rivolgendosi al suo ospite, ha continuato: “Sapevate che oltre a quelli di Azov c’erano anche i civili, questa è la logica spietata della guerra. Una guerra però cominciata da voi. Prima che arrivassero i russi Mariupol era una città in piedi, dove le persone vivevano, mangiavano, avevano i loro i figli e oggi non hanno più niente!”. Popov ha parlato anche del rischio di utilizzo di armi atomiche, definendolo però “nullo”: “Questo è quello di cui parlano gli occidentali, che forse vogliono distruggere il mio Paese in questo momento, ma per quanto riguarda l’ambizione di Putin, vi ho già detto che il programma non è quello di occupare, noi vogliamo un’Ucraina che non rappresenti una minaccia per il Paese. Noi vorremmo che la Nato e il mondo occidentale non mettano a repentaglio la nostra sovranità”.

Evgeniy Popov a PiazzaPulita, il video

 

 

 

“Anche l’Ucraina è sovrana, lei riconosce la sua sovranità?”, gli ha chiesto allora Formigli. E lui: “Certo, ho lavorato per quattro anni in Ucraina”. A quel punto allora il conduttore gli ha fatto un’altra domanda: “Cosa accadrebbe nel suo talk show se criticasse Putin per la guerra in Ucraina?”. “Non credete ai miti dell’Ucraina e dell’Occidente, si può parlare e si può criticare in Russia”, ha chiosato lui.

 

 

 

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