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“Un referendum per far vincere Vladimir Putin”: la ricetta di Edward Luttwak per finire la guerra, schiaffo all’Onu

“Senza un accordo sulla Crimea e sul Donbass non è possibile firmare garanzie di sicurezza sull’Ucraina”, ha detto il presidente russo Vladimir Putin al segretario generale dell’Onu Antonio Guterres durante il loro incontro a Mosca. Parole che indicano una strada per il cessate al fuoco, ma che non danno garanzie sul quando e sul come. Del resto Guterres dopo il faccia a faccia con Putin ha detto di ritenere le operazioni russe in Ucraina “un’invasione”. “La violazione dell’integrità territoriale dell’Ucraina va contro la carta delle Nazioni Unite”, ed ha espresso “preoccupazione” per gli eventi in Ucraina.

 

 

Di fronte a questo scenario, la ricetta di Edward Luttwak è quella di un referendum a Donetsk e Lugansk così da mettere in condizione Putin di poter dire ai russi di aver raggiunto l’obiettivo di riannettere il Donbass alla grande madre Russia. Ospite di Giovanni Floris a DiMartedì l’analista strategico americano ha detto senza giri di parole che “per finire questa guerra è necessario che il presidente della Federazione Russa, attualmente Putin, abbia un’offerta che può accettare“. E questa secondo Luttwak non può certo venire dall’Onu: “Le nazione Unite”, ha detto in diretta, “hanno un consiglio di sicurezza autobloccato e un’assemblea generale dominata da dittatori di piccoli staterelli corrompibili e comprabili. Tre giorni fa la Cina si è comprata la repubblica delle isole Solamon. Quindi dimentichiamo le Nazioni Uniti e anche figure come Erdogan che molti considerano un clown da circo. Per uscire dalla guerra bisogna armare pesantemente l’Ucraina, così i russi sanno che non possono vincere, e fare un’offerta che Putin può accettare”.

 

 

“Il mio suggerimento”, continua Luttwak, “è un plebiscito sicuro a Donetsk e Lugansk che così possono tornare all’Unione Sovietica. Tutti i residenti certificati, e anche i profughi che magari tornano dall’Australia con un pezzo di carta che dimostra che vivevano là, hanno diritto di voto. Così fu fatto nel 1919 subito dopo la Prima guerra Mondiale nonostante ci fosse il caos totale, mancasse internet, la tecnologia: hanno fatto referendum dal Belgio alla Polonia. Le popolazioni sono riuscite a esprimersi evitando altre guerre. Allo stesso modo Putin può dire ai russi che prima Donetsk e Lugansk erano dell’Ucraina, adesso scelgono: ho vinto per loro”.  

 

 

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