Categorie
cronaca

Reggimento degli immortali, rivolta dei soldati russi contro Vladimir Putin: 9 Maggio, lo zar si “suicida” nel giorno della parata?

Alla parata militare del 9 maggio del 2015 – allora era il settantesimo anniversario della “vittoria patriottica russa” contro i nazisti – Vladimir Putin trasformò la celebrazione in un suo trionfo personale. Al passaggio del Reggimento degli Immortali, il presidente russo, scrive il Corriere della Sera, ruppe il rigido cerimoniale brezneviano e scese dal palco mescolandosi alla folla e mostrando la foto del padre, decorato e reso invalido nel conflitto. In quella occasione l’idea di far sfilare le famiglie dei soldati che combatterono nella Seconda guerra mondiale con le immagini dei loro cari era stata lanciata nel 2012 da un gruppo di giornalisti del canale televisivo TV2 della siberiana Tomsk. Idea che fu approvata con entusiasmo da tutti, compreso il Fronte popolare panrusso (Fpp), grande sostenitore di Putin.

 

 

Negli anni successivi ci fu un cambiamento e venne autorizzata anche l’iniziativa di portare alla parata anche i ritratti dei militari che avevano partecipato ai combattimenti nel Donbass nel 2014-15 e in Siria. Ma ora le cose sono cambiate. La nuova portavoce del Reggimento ha dichiarato che avrebbero potuto sfilare anche i parenti dei soldati morti durante l'”Operazione militare speciale” in Ucraina e la stessa richiesta è stata fatta da Aleksandr Gusev, governatore della regione di Voronezh, confinante con il Donbass. A quel punto i promotori si sono spaccati.

 

 

Sul sito ufficiale del Reggimento infatti sono state prese le distanze da questa proposta: “Dieci anni fa, abbiamo formulato i principi cui ci atteniamo ancora oggi. Il Reggimento Immortale è una libera e volontaria manifestazione di memoria familiare, è una iniziativa patriottica e non statale, è apolitica e civica, estranea a ogni ideologia perché nessuna ideologia può essere più grande dell’idea della pace per la quale decine di milioni di persone di diversi paesi diedero le loro vite. Purtroppo, assistiamo a molti fenomeni che mutano il significato originario dell’iniziativa, e quindi non crediamo più possibile legarci a questa iniziativa”. Sergey Lapenkov, uno dei tre giornalisti fondatori, ha aggiunto: “Pochi si rendono conto che in questa guerra dall’una e dall’altra parte sono stati gettati i pronipoti di coloro che noi oggi definiamo Reggimento immortale. Ecco, io penso che i nostri bisnonni forse ci avrebbero maledetto per quello che sta succedendo”. TV2, la madrina del Reggimento Immortali, si era schierata contro la guerra ed è stata chiusa all’inizio di marzo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.