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“Io filo-Putin? Coprofilia”. Il raptus di Papa Francesco: i giornalisti “pagati” che amano gli escrementi

“Io filorusso? I giornalisti cadono nella calunnia e nella coprofilia“. Sono le testuali parole di Papa Francesco, nella risposta a una lettera inviatagli dal giornalista argentino Gustavo Sylvestre, della tv argentina C5N e riportata da Crux Now. Dichiarazioni durissime, e inusuali anche per un Pontefice, come Bergoglio, che non ha mai disdegnato immagini crude come quella, famosa, del pugno in faccia. Il tema è caldissimo, anche in Argentina: il Papa per settimane ha rifiutato di pronunciare il nome di Vladimir Putin, per non far pesare esclusivamente sul presidente russo le responsabilità della guerra in Ucraina. In uno schema binario “bianco o nero” come quello che regna in periodo bellico, la posizione del Vaticano è stata scambiata rapidamente per una tacita opposizione alla resistenza della popolazione ucraina, in nome di una generica “Pace”.

 

 

I giornalisti che lo accusano di essere filo-russo per non aver condannato Putin, spiega Francesco, stanno cadendo nella “disinformazione, nella calunnia, nella diffamazione e nella coprofilia”, che delinea la condizione perversa di chi è interessato agli escrementi. La lettera del Papa è stata pubblicata dal giornalista sul suo blog personale, dove però manca la missiva inviata al Pontefice. Nella sua lettera a Sylvestre, il Papa ha anche affermato che alcuni dei giornalisti che lo accusano di una posizione pro-Putin potrebbero essere pagati per scrivere tali articoli: “Che tristezza! Una vocazione così nobile come quella dell’informazione, sporcata”.

 

 

 

 

Tutto questo nelle stesse ore in cui hanno iniziato a circolare, in Italia, i contenuti della intervista esclusiva di Lorena Bianchetti, presentatrice di A sua immagine su Rai1, al Pontefice in occasione della Pasqua. Ospite questa mattina di RTL 102.5 in Non Stop News, la conduttrice spiega: “Sono stati toccati tantissimi temi, tutti quelli che riguardano l’attualità. Nel mio piccolo ho cercato di portare con me tutti noi che viviamo le preoccupazioni, le sfide, le angosce di ogni giorno. Il pretesto è proprio il Venerdì Santo. Siamo partiti anche dalle espressioni di Gesù, che muore in croce da innocente, così come tanti innocenti continuano a morire a causa della guerra e non solo. Sono convinta che le parole del Santo Padre siano un’iniezione di bellezza, forza e incoraggiamento”.

 

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