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Più soldi ai finti malati di Roma: ecco che roba è il Pd, sindaco Gualtieri subito travolto

Gualtieri Roberto, storico, coltiva notoriamente due hobby, la chitarra e l’economia. Il primo è innocuo, il secondo può risultare letale, se accoppiato con ruoli governativi di primo piano. Da ministro dell’esecutivo giallorosso, ad esempio, si avventurò a definire il bonus monopattini “strategico”. Ora che è sindaco di Roma ha escogitato un metodo innovativo, in bilico tra dadaismo amministrativo e socialismo irreale, per mantenere una promessa un tantino impegnativa, quella di ripulire le strade dell’Urbe dalla spazzatura fuori controllo, quasi fosse una capitale europea, e di farlo entro Natale. Impresa improba, direte voi, non ci riuscirebbe neppure la Troika.

 

 

 

 

 

Ma è solo perché siete ristretti di vedute, magari siete persino abituati ad offrire quotidiniamente la vostra prestazione professionale in cambio del salario pattuito. Macché, è qui che scatta il genio gualtieriano: come contrasto la piaga endemica dell’assenteismo in Ama, la municipalizzata che si occupa della raccolta rifiuti, il quale si gira sul 15%, con certificati di indisposizione per malattia che spuntano come funghi?

 

EXTRA A CHI LAVORA… –  Intensificando l’attività di controllo e inasprendo le sanzioni per i nullafacenti ingiustificati? Di nuovo, siete proprio limitati. Il sindaco economista no, ed ecco la soluzione: un premio extra riconosciuto a quei lavoratori… che vanno a lavorare! Sembra il frutto di una serata etilica tra Kafka e Alberto Sordi, invece è tutto vero: l’azienda ha firmato un accordo coi sindacati che prevede bonus fino a 360 euro lordi in busta paga per chi, nel periodo tra il 22 novembre e il 9 gennaio, non farà registrare assenze per ferie, permessi e malattie (al netto di riposi contrattuali e festività). Lo stanziamento per la virtuosa operazione di contabilità pubblica consta di 3 milioni. Citiamo dal verbale dell’intesa, ché la fantasia del cronista è obiettivamente troppo scarna per stare dietro alla cronaca: «Il premio aggiuntivo verrà riconosciuto qualora, oltre alla totale pulizia di tutte le strade principali di Roma – quelle secondarie possono tranquillamente restare sudicie, non esageriamo, ndr – alla rimozione di tutti i rifiuti rimasti a terra attorno ai cassonetti, alla igienizzazione degli stessi e alla rimozione delle discariche abusive, si registri una riduzione del tasso di assenza per malattia di almeno il 10%». Cioè, se i netturbini romani si degneranno non solo di presentarsi al lavoro senza darsi malati in massa, ma addirittura di pulire, si metteranno in tasca un bonus. Non lo definiamo “di produttività” per un residuo senso del ridicolo, non avvertito dal sindaco, il quale ha speso (mai verbo fu più azzeccato) quest’ espressione nell’aula del Campidoglio per difendere il provvedimento funambolico. In realtà, il testo è chiaro: il dipendente che non farà assenze in questo mese e mezzo si aggiudicherà 360 euro, chi ne farà fino a tre avrà 300 euro, chi ne farà fino a cinque avrà 200 euro.

 

 

 

…PURCHÈ IDONEO – Ah, precisazione importante: gli incentivi coinvolgono, e di nuovo citiamo per essere sicuri del nostro stato di veglia, «esclusivamente i lavoratori idonei a tutte le attività previste (raccolta, pulizia, spazzamento, rimozione micro-discariche.)». Essì, perché dei 3.950 operatori dell’Ama, 1.464 sono parzialmente idonei e 110 sono inarruolabili (ad esempio, c’è chi per certificato medico non può sollevare “carichi pesanti” e chi è “allergico allo smog”, un po’ come se un chirurgo soffrisse di tremolio alla mano). Ora, tutto ciò potrebbe anche suonare divertente, se non fosse per il famoso assioma di Margaret Thatcher: «Non esiste il denaro pubblico, esiste solo il denaro dei contribuenti». Per cui ti credo, che Gualtieri annuncia “già da lunedì” (l’avverbio è autoironico, immaginiamo) una “piena ripresa della raccolta ordinaria che contiamo dia i suoi effetti visibili entro pochi giorni”. Paghiamo noi, e anche in sovrappiù.

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