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“Il jet e la carriola”. Che roba è il reddito di cittadinanza: anche Cazzola “cancella” Di Maio

A Cartabianca su Rai3 si parla di lavoro, pensioni e Welfare. Sul banco degli imputati c’è il reddito di cittadinanza. Secondo Giuliano Cazzola, economista, “così com’è stato pensato nel 2019, tiene insieme un jet e una carriola. Il jet è il sussidio pagato, mentre la carriola è il centro per l’impiego che dovrebbe fare tre proposte di lavoro in 18 mesi”. Immagine suggestiva che spiega il fallimento della misura bandiera voluta dal Movimento 5 Stelle: pensato per volare alto, si è miseramente schiantato al suolo sotto forma di truffe ai danni dello Stato (15 miliardi di euro in 18 mesi), un sistema di filtro delle domande fallimentare, contraddizioni e soprattutto nessuna vera spinta verso l’inserimento del lavoro. E qui in causa ci finisce Luigi Di Maio, all’epoca super-ministro al Welfare e al Lavoro contemporaneamente, proprio per controllare in prima persona (senza riuscirci) la riuscita di una riforma “storica”. 

 

 

 

 

“Il reddito di cittadinanza ha fallito – è dello stesso parere Alberto Bagnai, economista e senatore della Lega -, ci sono persone che non hanno mai visto un navigator. Poi come dicono molti imprenditori, di fronte alla opportunità di abbandonare il reddito per una occupazione, spesso le persone preferiscono tenersi il reddito”. 

 

 

 

 

 

 

Tuttavia, il governo ha deciso di blindare il reddito (nella legge di bilancio ci sarà molto probabilmente un miliardo di euro in più) e mandare in pensione Quota 100, la riforma delle pensioni “leghista” entrata in vigore lo stesso anno del rdc. “In Italia ci sono 6,5 milioni di pensioni anticipate. Questa storia che in Italia non si va più in pensione è inventata – analizza Cazzola -. Io sono d’accordo con Draghi. Bisogna tornare alla normalità e fare un percorso ragionevole. La normalità è la Riforma Fornero“. Di parere opposto Nicola Fratoianni, di Sinistra italiana: “Le pensioni non sono un lusso ma un diritto. E’ possibile stabilire che dopo tanti anni di lavoro e contribuiti si può andare in pensione? Io dico di sì. Un Paese deve misurare anche il proprio grado di civiltà quando si parla di riforme”.

 

 

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